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Tanti anni fa, all’uomo venne in mente un’idea degna del suo intelletto: quella di spiegare i fenomeni per lui incomprensibili affidandoli alle mani di un burattinaio, che potesse esercitare un supremo controllo sull’umanità. Questo burattinaio in principio era diviso in varie persone, per poi col tempo venir considerato come unico essere, passando da iroso ed autoritario ad essere misericordioso e giusto. Lo si chiami Giove, o Allah, o Javè, o Dio, il concetto resta immutato. Questa materializzazione di un pensiero astratto che è l’origine delle cose, si è manifestata con la creazione di un’entità dalle fattezze umane che vigila da “dietro le quinte”. L’obiettivo che tristemente assilla ogni uomo è uno solo, ed è la verità. Questa verità, che tutti cercano ma pochi trovano, che per alcuni rappresenta uno scopo di vita, e che per altri è secondaria perchè irraggiungibile, ha portato le menti più illustri del nostro passato ad interrogarsi ed a imprimere su carta le loro riflessioni. E’ la continua ricerca, che ha spinto la nostra società ad evolversi, è la volontà di capire, che ha spinto l’uomo ad usare la ragione.
Ma per comprendere quale sia la verità, è di innegabile importanza studiarne i ricercatori passati.
Tutte le grandi menti letterarie hanno lasciato trasparire attraverso libri o poemi la loro visione, e dallo studio attento di questi si può dedurre che tutti cercano di spiegare la stessa cosa. Le parole non basterebbero a far comprendere all'umanità quello che si muove dietro la tela che ricopre l'universo.
Si può incominciare da i primi uomini dotati di ragione, essi credevano che ci fosse un dio a comandare i fulmini, un dio per il fuoco, uno per la pioggia e così via. Cercavano insomma una spiegazione elementare a fenomeni a loro sconosciuti. Col tempo, però, l'uomo si è evoluto, e così hanno fatto i suoi ragionamenti. Nell'antica Grecia, queste divinità avevano preso un nome, delle sembianze umane, ed una personalità. Zeus, Elios, Era, ognuno di questi aveva una storia ed un carattere, che poteva variare dall'iroso e punitivo, al gentile e pietoso. Numerevoli miti e leggende sono stati scritti su questi dei, che hanno varcato anche le menti dei romani, chiamandoli con nomi diversi (Giove, Apollo, Giunone).
Dopo un po' di tempo, però, l'uomo non si accontentò più di questa visione primitiva e semplicistica della vita, e arrivò così l'ebraismo. L'ebraismo, una delle prime religioni monoteistiche ad aver preso piede, era un'assoluta novità, dal momento che fino ad allora era molto diffuso il culto pagano. Questa religione è stata anche una svolta dal punto di vista civico, dal momento che poneva fine ai "superati" culti politeisti facendo subentrare un unico dio a vigilare.
Tempo dopo in una condizione sociale molto povera e disagiata venne a crearsi una nuova religione, una religione molto moderna che tutt'oggi viene ancora praticata senza molte differenze da quando venne fondata. Il Cristianesimo, fu creato per portare sollievo alle classi povere dato che, a differenza delle altre religioni, questa premiava chi in vita avesse compiuto le azioni più misericordiose e benevole. Questa era un vero sollievo per chi, non potendo trarre conforto da una vita disagiata e misera, doveva per forza sperare in una dignitosa esistenza ultraterrena.
Tralasciando i tristi avvenimenti storici correlati con lo sviluppo di questa religione, ad un certo punto essa venne istituita come religione ufficiale, e da questo punto la chiesa assunse un'importanza decisiva nella vita del tempo. La chiesa, con metodi più o meno giusti, riuscì ad assumere un ruolo anche nella vita politica, diventando a tutti gli effetti un organo di governo.
Quindi da una religione che professava giustizia e misericordia, la religione cristiana passa ad essere un pretesto per acquisire potere sul territorio ed influire pesantemente sulle decisioni del sovrano. Fortunatamente, con i primi movimenti illuministici, la ragione incomincia a farsi spazio nella mente dell'uomo, comprendendo la dannosità di questa istituzione limitatrice e dannosa. Con la chiesa, infatti, il progresso scientifico dell'uomo si è fermato per diversi secoli dove, con la sua politica inquisitoria, questa si è dedita a fermare la capacità intellettiva dell'uomo. Basta citare come esempio Galileo, che pur potendo provare di essere dalla parte della ragione, viene categoricamente ed irreversibilmente fermato. Le menti vennero tenute a bada per impedire che una eventuale presa di coscienza del torto che professava la chiesa potesse cancellarne i poteri così faticosamente acquisiti.
Oggigiorno la chiesa non riesce più ad esercitare il ruolo dominante che aveva nel passato, per il semplice motivo che la scoperta scientifica e l'innovazione tecnologica hanno portato in evidenza quanto questa sia arretrata negli usi e nelle funzioni.
Ma ancora le persone credono in essa.
Questo perchè, se da un lato il progresso scientifico è riuscito a spiegare i fenomeni terreni, da un altro non è riuscito a spiegare l'ultraterreno. In effetti, la religione cristiana viene ancora seguita (così come altre religioni) perchè risulta essere abbastanza moderna da poter essere professata anche al giorno d'oggi. Infatti, è stata creata con lo scopo di durare nel tempo, tutti i suoi scritti parlano in modo vago proprio con lo scopo di poter adattare i loro contenuti a qualsiasi tipo di civiltà in modo agevole.
La paura dell'uomo dell'ignoto, la voglia di poter dare una spiegazione a tutto, questi due fattori spingono la maggior parte della gente a rifugiarsi nell'accettazione dell'esistenza dell'ultraterreno e del paradiso e dell'inferno. Il fatto che la verità ci viene fornita con una semplicità disarmante, porta l'uomo a doversi togliere la preoccupazione di ragionare sull'esistenza dopo la morte, gli fornisce le risposte pronte per essere infornate nel bagaglio di verità che indistintamente accettiamo.
Quindi, la pigrizia, insieme alla paura dell'ultraterreno, sembrerebbero essere la spiegazione razionale al perchè l'uomo ancora ha fede in qualcosa di così clamorosamente superato. Ma allora, qual'è la verità?
Questa domanda è oggetto di numerosi studiosi e di numerosi intellettuali che cercano, chi con la fisica, chi con la filosofia, chi con la fantasia, di spiegare. Gli uomini che non vogliono imboccare con facilità le religioni che gli vengono profuse giornalmente, si pongono costantemente queste domande, ma la verità è che a queste domande non è facile rispondere, se è anche possibile farlo.
Si può avanzare, a questo punto, qualsiasi ipotesi. Dopo aver strappato il cielo di cartapesta costruito dalle religioni, ci troviamo in un deserto, capiamo quanto siamo stupidi in confronto dell'universo. C'è chi crede che con la morte svanisca tutto, c'è chi crede che la morte è l'inizio di un'altra vita, ognuno può crearsi una propria teoria. Si raggiunge quindi un'anarchia delle idee, uno spazio incontaminato dove ognuno può dipingere il suo quadro.
Ma la risposta che più piace a me, è che non ci sono risposte. Non siamo tenuti a sapere quale sia la verità, e dobbiamo vivere accettando la nostra ignoranza. So che questo va abbastanza in conflitto con lo spirito di conoscenza che muove l'essere umano, ma questa potrebbe essere una grande prova di resistenza.
L'anarchia delle idee.
Paolo Infante.
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